La strada che porta verso il cielo

Un fumo si espande verso il cielo, generato dalla combustione delle carni della fauna appena cacciata. Il fuoco vibra di un brusio di preghiere, invocazioni e rituali: è un sacrificio, un dono per una divinità, ma anche per se stessi, per il proprio popolo, nella speranza che l’onnipotenza degli dèi porti fortuna ai raccolti.

Il dono è una forma di generosità, forse per antonomasia, ma nasconde un genuino, innocente egoismo. Lo stesso che caratterizza l’uomo nella sua natura e che non sempre, a conti fatti, è da considerare negativo.

Alcuni analizzano questa realtà  sottolineando il divario che si interpone tra il “dare” ed il “donare”: tra questi Enzo Bianchi, che le festival “Filosofia” del 2012 a Carpi ha affermato come “nel dare c’è la vendita, lo scambio, il prestito. Nel donare, invece, il donatore, in libertà, per amore e generosità, compie il gesto”. Tuttavia, il tornaconto c’è sempre, e se non è materiale è emotivo: donare rende felici, e chi lo fa ne è ben consapevole.

Con l’avvento della tecnologia è stata diffusa una nuova concezione del dono come scambio reciproco, che lo vede ristretto in piccole nicchie, come infiniti polimeri nell’universo della rete. Le strade che si possono percorrere sono sconfinate e permettono di creare contatti e dare vita a forme di aggregazione stabilite sullo “scambio”, che sia di contenuti o di idee.

Ma d’altra parte, anche nei più tradizionali dei contesti, si possono trovare altri percorsi, diversi ma in egual modo affascinanti, che uniscono gli uomini: il legame affettivo che crea, tra persone lontane, un’adozione a distanza, o il contatto tra due anime durante una donazione di sangue, dove una dona vita all’altra; la stessa vita che costituisce un dono di Dio, di una madre, di un puro processo biologico, ma che in ogni casso bisogna imparare ad apprezzare e ad arricchire, come si sarebbe fatto con l’album di figurine ricevuto quel lontano Natale: anche questa è generosità, poiché apprezzare ed amare un dono a sua volta costituisce la gioia e la felicità di chi lo ha fatto.

“Difficilmente si diventa una persona generosa da soli”, come sostenne M. Anspach nel 2011 nella sua guida “Cosa significa donare?” ma non c’è da preoccuparsi: nel processo del dono non si è mai soli: esso lega gli uomini attraverso quel millimetrico tubo dove il sangue compie un percorso tortuoso ma non si ferma nemmeno un attimo.Attraverso l’amore di un genitore per il proprio figlio che non si consuma mai.Attraverso anche quell’album di figurine che sarebbe rimasto sempre un motivo di orgoglio dopo che lo avremmo faticosamente completato, imprimendoci nella memoria quel vecchio compagno delle scuole elementari che ci ha regalato la figurina più rara, legandoci per sempre a lui, in un debito di reciproca gratitudine.

Questo processo crea una fiamma infinita tra le persone, dove l’amore e la generosità sono i combustibili, che si consumano in un candido fumo che avvolge e riscalda il mondo.

E chissà che in quel fumo non si nasconda la strada che porta verso il cielo.