Il secchiello e il mare

L’uomo si prepara ad affrontare un nuovo viaggio: destinazione? Marte

“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, sebbene sulla prima nutra ancora qualche dubbio” è la celebre frase di Albert Einstein, famoso per aver dato un aspetto del tutto nuovo all’universo. Secondo la sua teoria della relatività generale, il cosmo si flette e si incurva laddove vi siano corpi celesti particolarmente massicci.Lo scienziato tedesco ha dipinto un quadro meraviglioso, che vede l’universo raffigurato come uno sconfinato mare, talvolta quieto, talvolta burrascoso. L’uomo, secondo Einstein, è stupido ed ingenuo proprio perché cerca di abbracciare una così vasta realtà; egli, nel suo genio, aveva compreso non solo la natura dell’universo, ma anche quella – più complessa ed affascinante – dell’uomo.

Il 2016 si apre a nuove aspettative, e dopo la Luna, la nuova destinazione è il Pianeta Rosso, e già da qualche anno un importante astrofisico italiano lo aveva anticipato: “I pianeti con tracce di acqua finora individuati sono tutti giganti gassosi inadatti alla vita” – dichiarava Umberto Guidoni, nel 2014, raccontando dei nuovi strumenti che permettevano al telescopio Hubble di misurare la presenza di acqua nei pianeti – “la sfida è ora quella di trovarla in pianeti di tipo terrestre”.Un anno dopo viene rilevato del ghiaccio su Marte. È una folgorazione, e viene subito finanziato il progetto “Curiosity” che vedrà il primo rover esplorare l’inesplorato Pianeta Rosso.

Come un secchiello che cerca di contenere il mare, l’uomo si spinge alla deriva dell’oceano, come raccontato da Hemingway nel suo più celebre romanzo.“Ma il bello deve ancora venire” – scrive Enrica Battifoglia per “la Repubblica”, nel settembre dell’anno scorso – “la prossima scommessa è riuscire a trovare forme di vita, microrganismi vissutiin passato o forse ancora attivi e capaci di sopravvivere in un ambiente così estremo”. E il bello arriverà, poiché quest’anno prenderà vita il progetto ExoMars, con l’Agenzia Spaziale Italiana che vi parteciperà attivamente, e avrà lo scopo di studiare un’eventuale prospettiva di vita extra-terrestre.Ma può essere, quest’ambizione, riconducibile ad una forma di stupidità? A conti fatti, si tratta di puro istinto di sopravvivenza: secondo l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, studiare le forme di vita esternamente al contesto terrestre è utile per isolarne i comportamenti, arrivando ad approfondire le analisi sulla cellula. Un progresso in campo medico, di questo passo, è solo questione di tempo.

È vero che l’uomo in confronto alla vastità di un universo in continua espansione potrebbe essere considerato una formica, ma proprio come l’insetto, che è in grado di sollevare uno svariato numero di volte il proprio peso, l’uomo, trova dentro di sé una forza molto più grande di lui, così immensa che va a tangere l’infinito: l’interesse per l’ignoto.Marte è la nuova destinazione, ma presto rappresenterà un nuovo punto di partenza; ce lo suggerisce il nome del rover che, adesso, si trova sul, rosso, suolo roccioso.

Due cose sono infinite: l’universo e la curiosità umana.